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Itinerari turistici a Gradisca d'Isonzo Partendo dall'ampio parco orgoglio della città, la Spianata, l'itinerario qui proposto si sviluppa in un persorso circolare lungo tutta la cinta muraria che racchiude il centro di Gradisca d'Isonzo e risale all'epoca della dominazione veneta.
Le tappe principali
1. Parco della Spianata2. Monumento alla Redenzione di Gradisca 3. Teatro comunale 4. Torrione della Calcina 5. Torrione della Marcella 6. Porta del soccorso 7. Torrione della Spirata 8. Castello 9. Chiesa B.V. Addolorata 10. Torrione del Portello 11. Loggia dei Mercanti - Lapidario cittadino 12. Palazzo dei Provveditori veneti 13. Cappella della Madonna della Porta 14. Monumento a Leonardo da Vinci 15. Porta Nuova 16. Torrione di San Giorgio 17. Torrione della Campana 18. Parco della Rotonda 19. Monumento ai caduti per la Patria 20. Monumento ai caduti gradiscanio 21. Anconetta di San Giovanni Nepomuceno 22. Opificio "Smeriglio A. Eulambio" L’itinerario inizia dal cuore verde di Gradisca, cioè dalla Spianata (1), il parco che si è formato con il livellamento dei terreni esterni all’originaria cinta muraria veneta, dopo l’abbattimento del settore occidentale avvenuto nel 1863.
La colonna con il Leone di San Marco (2), simbolo delle antiche origini veneziane di Gradisca, costituisce il sicuro riferimento per procedere verso piazza Unità d'Italia, sulla quale prospetta l’estesa facciata con porticato del teatro (3). Di fronte all’altro lato dell’edificio, quello che dà sulla via Ciotti, si innesta la via Ulderico della Torre, che ci instrada verso il settore meridionale delle antiche fortificazioni venete. Il torrione della Calcina (4), così chiamato perché nei pressi veniva lavorata la calce all’epoca della costruzione della fortificazione gradiscana (1479-1499), è il primo elemento di raccordo fra le cortine che si incontra. Seguendo il tracciato parallelo alle mura, si raggiunge infatti un altro torrione, quello della Marcella (5), che costituisce il vertice rivolto al fiume Isonzo del poligono irregolare che rappresenta la pianta della fortezza. Uno sguardo verso il basso, richiama l’attenzione sulla golena fluviale, verso cui si apre la porta del Soccorso (6), utilizzata soprattutto durante le guerre gradiscane (1615-1617), quando i rifornimenti agli Austriaci venivano inviati da postazioni situate poco più a nord, anche attraverso la corrente del fiume. La golena è attraversata dalla minuscola Roggia del Mulino, il cui corso, durante la bella stagione, sparisce sotto la rigogliosa vegetazione erbacea ed arbustiva, mentre verso l’alveo del fiume, l’ambiente è caratterizzato dalla presenza di salici e pioppi. Spaziando oltre il fiume, lo sguardo si apre verso quelle alture carsiche isontine, che furono strategiche per l’esercito napoleonico, quando, nel 1797, assediò Gradisca, e che furono teatro di drammatici avvenimenti durante la Grande Guerra, quando gli eserciti si fronteggiarono proprio lì, sopra Gradisca, danneggiandola gravemente. L’itinerario prosegue attraversando l’ampia superficie erbosa antistante il settore sud-est della poderosa cinta muraria, che isola il complesso castellano (8) dal resto dell’agglomerato urbano. Dopo la visita dall'esterno del Castello, dove sorge il palazzo del Capitano, già sede di prigioni e di comandi militari, la passeggiata prosegue parallela alle cortine della cinta muraria. Sulla destra si trova il torrione della Spiritata (7), a sinistra l’abside della chiesa della Beata Vergine Addolorata (9) ed ancora sulla destra il torrione del Portello (10), così denominato perché, grazie ad una piccola apertura, permetteva ai difensori della fortezza di compiere delle sortite. Abbandonando per un po’ le mura, attraverso la calle dei Macellai, si sbuca in via Battisti, proprio difronte allo storico palazzo dei Provveditori (11), sede dell'Enoteca Regionale “La Serenissima", fin dal 1965. E difronte all’edificio veneto, si trova la Loggia dei Mercanti (12), una volta luogo d’incontro dell’aristocrazia gradiscana ed ora sede del Lapidario cittadino, dove sono conservate numerose testimonianze della storia locale. Proseguendo lungo la via Battisti, in direzione nord, sullo slargo antistante la porta Nuova (13), a destra, tra le aiuole, si scorge il busto di Leonardo da Vinci (14), il cui genio offrì un’interpretazione sulle opere difensive che avrebbero dovuto salvaguardare la fortezza veneta da attacchi nemici. Attraversando la porta, sulla sinistra, si scorge la minuscola cappella dedicata alla Madonna della Porta, che, fin dai tempi lontani, era considerata la protettrice dei soldati posti a guardia del presidio ivi esistente. La comunità gradiscana è legata alla Madonna della Porta (15) da un particolare valore affettivo. L’episodio da cui deriva ciò, risale alla notte del 10 febbraio 1945, quando tre bombe alleate colpirono la cittadella, senza provocare vittime. Tuttora è conservata in una bacheca appesa proprio alla parete della Cappella, la scheggia che andò a conficcarsi nella Pala dell’altare. Superata la porta, un piccolo ponte attraversa un fossato, al di là del quale, si apre il Parco della Rotonda (18). Con uno sguardo all’indietro, si può ancora cogliere, sulla parte soprastante l’apertura ad arco della Porta Nuova, la sagoma dell'aquila bicipite, simbolo asburgico sfregiato durante l’occupazione napoleonica. Seguendo la direzione d’uscita dalla porta, a destra si può vedere il torrione di San Giorgio (16), mentre a sinistra si nota l’imponente mole del torrione della Campana (17). I due torrioni costituiscono le estremità del settore settentrionale della cinta muraria veneta, edificato nel periodo 1497-1499, la cui base d’appoggio, come si può ben osservare, è costituita, per alcuni tratti, dall’affioramento roccioso. L’itinerario prosegue lungo un vialetto, che si snoda tra gli alti fusti di latifoglie del Parco della Rotonda, dove verso il margine esterno, si può sostare dinanzi all’ancona dedicata al protettore dei viandanti, San Giovanni Nepomuceno (21). Poco distante dall’ancona si trova un fabbricato, che era il vecchio mulino, mentre il vicino fabbricato, caratterizzato dall’originaria tinteggiatura rossastra, fu sede, già ai primi dell'800, di un impianto produttivo di carta smeriglio (22). Ritornando verso il centro del parco della Rotonda, ove convergono otto sentieri, si nota l’ara dedicata ai caduti delle due guerre mondiali (19) e la stele triangolare in memoria di quei gradiscani caduti durante la Grande Guerra, come soldati dell’impero austro-ungarico (20). Avvicinandosi al torrione della Campana risalta ancor di più la sua mole, ingentilita dalle curve dei beccatelli e segnata dalla targa con il Leone di San Marco, scolpita dall’artista gradiscano Giovanni Battista Novelli. Da qui, percorrendo il viale Regina Elena possiamo raggiungere nuovamente piazza Unità d'Italia, per poi chiudere l’itinerario, tra il verde del parco della Spianata, da dove ci siamo inizialmente mossi. |
Si ringrazia Carlo Alberto Villa Editore per i contenuti e le immagini presenti nel sito |








